RSS Les Livres
Les Carnets

Colloque international : L’Italie pour bagage

15.05.17

L’UMR Telemme soutient l’organisation du colloque “l’Italie pour bagage. Migration, circulations et italianisé, XIXe-XXIe siècles” organisé à l’Institut culturel italien de Paris au Musée national de l’histoire de l’immigration (16-17 juin 2017). Voir le Programme : 3-programme-italiepourbagage-BD

Les Revues
Les Cahiers numériques

Transgresser au féminin : Rose Michel Reynoir, une féministe avant la lettre ?

Laura Talamante (California State University), Christophe Regina (TELEMME) | Compte rendu

 Laura Talamante et Christophe Regina présentent l'ouvrage qu'ils préparent avec Lucien Faggion. Leurs travaux portent sur une procédure fleuve, véritable guerre conjugale déclarée entre une riche héritière, Rose Michel Reynoir, et son époux, Barthélémy Cornet, consul de la Sérénissime République de Venise à Marseille et composée d'une multitude...

Expériences de la recherche

L’objectif de ces courts-métrages, de trois minutes, se focalise sur le rôle social des chercheurs en sciences humaines et sociales. La présentation de plusieurs facettes de la recherche, dans un laboratoire SHS, s’effectue à partir de tournages sur les lieux de travail, et d’entretiens avec les acteurs eux-mêmes (doctorants, chercheurs, personnel administratif). Ces courts-métrages mettent en image la diversité des métiers de la recherche. Cliquez-ici pour les découvrir...

RSS Prochaines manifestations
Toutes les manifestations...
RSS Participations externes
  • Wed 14 Aug 19 | Conférence
    Jean-Marie Guillon, Résistance et Libération dans les Maures,
    Commémoration du 75e anniversaire de la Libération, Commune de Collobrières, Collobrières

  • Fri 13 Sep 19 | Journée d'étude
    Christine Orobitg, "Transformation des émotions et mise en scène du pouvoir dans l'Anfiteatro de Felipe IV el Grande (1631)",
    Pouvoir et émotions : sensibilités, représentation et gouvernance dans l’Europe Moderne (France, Espagne), Sarah Pech, Stais Perez et Christine Orobitg, Paris 13, MSH Paris Nord, TELEMME, Paris

  • Fri 20 Sep 19 | Séminaire

    La rivoluzione del 1848 costituisce una svolta decisiva nella storia politica del Regno delle Due Sicilie, per l’ampiezza nuova delle mobilitazioni popolari contro la monarchia borbonica e per la crescente diffusione delle tematiche nazionali italiane nella vita politica meridionale. Da questo punto di vista, i massacri perpetrati dalla monarchia borbonica il 15 maggio 1848 sono stati ampiamente commentati per la loro capacità di produrre vittime civili. Subito considerati come espressioni dell’arbitrio della monarchia e del malgoverno tirannico esercitato dai Borbone, hanno dato luogo a numerosi culti destinati a cristallizzare l’opposizione liberale e democratica alla monarchia. Così investite della qualità di martiri, tali vittime si inseriscono in continuità di celebrazioni più antiche in onore di patrioti sacrificati, morti o no, che hanno riguardato dapprima i combattenti per poi aprirsi, dall’inizio degli anni 1840 in poi, agli attori ordinari che hanno partecipato alle insurrezioni o che hanno subito la politica repressiva condotta dai Borbone.

    I culti dei martiri politici si inseriscono negli usi laicizzati e secolarizzati di una nozione religiosa messa al servizio delle strategie di politicizzazione dei rivoluzionari. A partire dalle questioni poste dalla storia della morte politica, dalla storia delle emozioni, dalla storia sociale della politica, lo scopo di questa relazione è di inquadrare i culti dei martiri popolari nelle strategie di mobilitazione di massa dei liberali meridionali dalla primavera 1848 in poi. Essi costituiscono un punto di riferimento dello spazio politico dei liberali, allorchè la svolta repressiva della monarchia borbonica ha condotto al ripiegamento delle mobilitazioni rivoluzionarie in una parte delle periferie del regno e hanno dato maggiore visibilità alle forme più radicali della protesta. Quando si sviluppa la repressione dall’estate 1848, le carcerazioni, gli esili, le fucilazioni sottraggono la maggior parte dei suoi capi al movimento liberale, che cerca di ricostruisi intorno al ricordo dei martiri sacrificati. Sulla base delle fonti di polizia e di giustizia, nonché della propaganda liberale, edita o no, si vogliono analizzare i repertori della protesta utilizzati in questi culti mobilitanti, tra valorizzazioni spontanee durante prediche politiche che chiamano alla crociata contro il tiranno, invocazioni negli episodi della dissidenza armata dell’estate 1848 e celebrazioni letterarie più costruite che fanno di questi martiri delle incarnazioni dell’esperienza rivoluzionaria del 1848. Lungi da limitarsi alla rivoluzione del Quarantotto, il martirologio popolare meridionale si nutre di altre esperienze, tra cui la fucilazione del regicida Agesilao Milano nel 1856 o la repressione delle rivolte locali delle province di Salerno e di Cosenza nel 1857. Dal 1848 all’integrazione del Regno all’Italia unita nel 1860, si vuole dunque delineare le continuità e le rotture su cui si sono fondati i culti dei martiri.


    Pierre-Marie Delpu, I martiri popolari, attori del Risorgimento meridionale (1848-1860),
    Viva il re/Morte al re! La monarchia delle Due Sicilie tra consenso e delegittimazione (1830-1870) - Cantieri di storia SISSCO, Antonio Buttiglione, Silvia Sonetti, Modène

  • Thu 26 Sep 19 | Colloque

    Esta ponencia propone estudiar las políticas de reconocimiento y reparación ofrecidas a los exiliados republicanos de 1939 por parte del Estado español desde la época de la Transición democrática hasta nuestros días. Parte de la hipótesis según la cual, dentro del inacabado proceso de “justicia transicional” aplicado a los periodos de la Guerra Civil y de la dictadura franquista en la España democrática, el caso del exilio fue tratado de forma aún más incompleta. Los exiliados serían así víctimas de una doble pena, condenados al destierro por el Estado franquista primero, y abocados luego a un casi olvido por parte del Estado democrático: representarían una fracción marginada dentro del colectivo marginado de las víctimas del franquismo. Para comprobar esta hipótesis, la ponencia desgranará las sucesivas disposiciones legales, declaraciones oficiales y gestos simbólicos de reparación y reconocimiento estatal hacia los exiliados acaecidos en los últimos 40 años, cuestionar la forma en que el debate sobre la memoria histórica se aplicó al caso del exilio. Se preguntará, a partir de los modelos internacionales existentes, cuáles serían las medidas de justicia transicional aplicables en España al caso del exilio a 80 años de distancia, cuando casi todos los representantes de la diáspora fenecieron y la cuestión se traslada al colectivo de sus descendientes. ¿Basta con “pedir perdón”? ¿Qué puede esperarse hoy de una política memorial estatal respecto al exilio republicano?


    Eve Fourmont-Giustiniani, Del escaso reconocimiento estatal a los exiliados de 1939 por la Monarquía constitucional. Alegato por una política memorial del exilio republicano español,
    I° Congreso Internacional “El exilio filosófico e intelectual español, ochenta años después”, Universidad de Salamanca, Salamanque

  • Fri 27 Sep 19 | Colloque
    Delphine Peiretti-Courtis, « Les archives du “zoo humain”, matrices de créations contemporaines »,
    Archives matérielles, traces mémorielles & littératures des Afriques, Congrès de l'APELA Association pour l'étude des littératures africaines, Aix-en-Provence
Toutes les participations...