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    Moralités marchandes dans l’Europe méditerranéenne au XVIIIe siècle : institutions, appartenances, pratiques , Journée d'études

    Daniele ANDREOZZI (Università di Trieste) | 24.05.13

    Nella Trieste settecentesca la veloce creazione di un ceto mercantile in una piazza priva di competenze, risorse e tradizioni avvenne grazie al radicarsi in città di un fluido corpo mercantile formato da persone di diverse provenienze e culture. Le debole capacità di capitalizzazione e la scarsità delle competenze impose la mobilitazione di tutte le risorse disponibili in un contesto reso incerto dall'ancora precario radicamento dei singoli e dalle relativa alterità degli attori dello sviluppo. Tutto questo portò, nel giro di una qualche decina di anni, al formarsi di un gruppo caratterizzato anche dalla condivisione di un primo patrimonio di miti, ideali e comportamenti. Se la piazza fu caratterizzata da una incerto protagonismo istituzionale e dalla diffusione di pratiche eversive rispetto alla normativa positiva statale (a cominciare dal contrabbando), l'etica mercantile (il cui primo elemento era il rispetto del contratto) si dimostrò cemento fondante per la costruzione della Trieste settecentesca. Arbitrati, prove di fortuna e report delle spie veneziane consentono di analizzare i rapporti tra mercanti, tra questi e le autorità statali e tra questi e i patroni e marinai. L'ipotesi è che si tratti di una 'onorabilità' continuamente contrattata (e osservata e giudicata) e costruita in diversi ambiti normativi (da quello 'statale' a quelli 'altri') non meramente concorrenziali e spesso complementari all'interno di strategie complesse e mutevoli e spazialmente fluide. Questo, appunto, in spazi diversi e intersecati: quello del confronto tra norme e pratiche, quello della concorrenza tra stati, quello del confronto tra pubblico e privato, quella della competizione tra privati. Tutto ciò si concretizzava in complessi, intersecati e sovrapposti ‘regulatory environments’ dotati di specifici codici concernenti le frodi e le sanzioni; ambienti in cui, e tra cui gli attori del commercio giocavano strategie multiple e complesse in un gioco di appartenenze/disobbedienze/obbedienze.

    Obbiettivo del contributo è quello di delineare i modi della costruzione/distruzione delle onorabilità e il ruolo che queste avevano nelle concorrenze e nell'intersecarsi dei diversi ambiti normativi.

    Pour citer ce résumé de la communication

    Daniele ANDREOZZI (Università di Trieste), « Attraverso. Onore, fiducia, norme e frodi nella Trieste settecentesca ». Résumé de la communication, Journée d'études : Moralités marchandes dans l’Europe méditerranéenne au XVIIIe siècle : institutions, appartenances, pratiques du 24 May 2013 , consulté le Sunday, October 20, 2019. URL : http://telemme.mmsh.univ-aix.fr/edition/59395/0