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    Moralités marchandes dans l’Europe méditerranéenne au XVIIIe siècle : institutions, appartenances, pratiques , Journée d'études

    Annastella CARRINO (Università di Bari) | 24.05.13

    Nel secondo Settecento la messa in discussione del groviglio di privilegi che avvolgono l’economia Francese investe pesantemente le peculiari norme che governano il commercio di Marsiglia, strenuamente difese dalla sua Chambre de Commerce.  Dal momento che il conflitto si accende all’interno stesso delle istituzioni di governo, la produzione di decisioni di ogni livello – legislativo, regolamentare, attuativo, di indirizzo – diventa fondamentalmente contraddittoria. L’ideale mercantilista di una moralità imprenditoriale fondata sull’adesione alla volontà del sovrano, promotore del bene pubblico anche a scapito di quello privato, è reso irrealistico dalla ambiguità e contraddittorietà delle norme e delle istituzioni chiamate ad applicarle

    In questo contesto le pratiche da tricheurs che gli stereotipi diffusi attribuiscono ai “genovesi” possono diventare compatibili con la costruzione di un’etica della rispettabilità mercantile. Strafforello e Peragallo, mercanti originari della riviera ligure di ponente, attivissimi a Marsiglia dall’inizio del XVIII secolo, sono fra coloro che, districandosi in questo contesto, riescono ad acquisire, da stranieri, rispettabilità sociale, e quindi ad ascendere all’alto negozio e da lì al notabilato ottocentesco. In particolare negli ultimi decenni dell’antico regime le tradizionali pratiche del free riding – occultamento della frode o negoziazione delle sanzioni ai margini delle istituzioni periferiche e centrali – vengono sostituite dalla rivendicazione aperta di una loro superiore moralità nei confronti di quelle volute da norme che promuovono e difendono privilegi ingiustificabili. Nelle controversie mercantili che coinvolgono Strafforello e Peragallo la retorica giuridica come minuziosa compulsazione di norme e fonti lascia spazio alla presentazione di ampi scenari dottrinali, che si rivela efficace sul piano della difesa dei profitti immediati dei due “genovesi” come della loro ascesa nello spazio sociale della città. Fra negozianti, amministratori, intellettuali si intreccia un dialogo serrato e sfiancante, in cui la volontà del principe espressa nelle leggi smarrisce la sua funzione di misura della rispettabilità e della moralità mercantile, a favore di fonti normative diffuse nello spazio sociale. Il problema del recupero della capacità di orientamento del giudizio morale da parte della legge scritta  sarà una delle questioni centrali del grande mutamento che incombe.

    Pour citer ce résumé de la communication

    Annastella CARRINO (Università di Bari), « Le ambigue tavole delle leggi. Etiche pubbliche e moralità private nella Marsiglia dell’ultimo Settecento. Il caso Strafforello & Peragallo ». Résumé de la communication, Journée d'études : Moralités marchandes dans l’Europe méditerranéenne au XVIIIe siècle : institutions, appartenances, pratiques du 24 mai 2013 , consulté le mercredi 20 septembre 2017. URL : http://telemme.mmsh.univ-aix.fr/edition/55299/0