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Marseille : entre gentrification et ségrégation langagière, numéro de la revue Langage&Société

13.02.18

Langage&Société, n° 162, 4° trimestre 2017 Edité par Médéric Gasquet-Cyrus et Jean-Michel Géa Présentation du numéro : Engagés dans une course à la modernité visant à restructurer et à requalifier le paysage urbain de Marseille, les pouvoirs publics locaux et nationaux, aidés en cela par des entreprises et des financements privés, ont impulsé depuis...

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Le lecteur prend la plume: la lettre comme support de la communication écrite

Esther Martínez Luna, Universidad Nacional Autónoma de México | Compte rendu

 L’objet de cette communication est d’expliquer comment les lecteurs du Diario de Mexico (fondé en 1805) prirent la plume pour disserter sur les sujets qu’ils jugeaient dignes d’intérêt et établir un dialogue par le biais des lettres qu’ils adressaient au journal et étaient publiées sur décision de l’éditeur. De ce fait, le courrier...

Expériences de la recherche

L’objectif de ces courts-métrages, de trois minutes, se focalise sur le rôle social des chercheurs en sciences humaines et sociales. La présentation de plusieurs facettes de la recherche, dans un laboratoire SHS, s’effectue à partir de tournages sur les lieux de travail, et d’entretiens avec les acteurs eux-mêmes (doctorants, chercheurs, personnel administratif). Ces courts-métrages mettent en image la diversité des métiers de la recherche. Cliquez-ici pour les découvrir...

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Aucune manifestation n'est recensée pour les deux prochains mois.> Pour consulter la liste des journées d'études, cliquez ici
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RSS Participations externes
  • Sun 18 Oct 20 | Colloque
    Christine Orobitg, Traces et héritage du paraclausithyron dans la littérature espagnole de l'époque moderne : pour une poétique du seui,
    Portes et seuils au Siècle d'or 2 : Métaphores et symboles, Philippe Rabaté, Nathalie Dartai-Maranzana : philippe.rabate@parisnanterre.fr, nathalie.dartai@univ-lyon2.fr, Nanterre

  • Wed 11 Nov 20 | Colloque
    Pierre-Marie Delpu, Neapolitan Liberal Mobilizations at the Time of the Congress of Troppau (1820),
    1820-2020 The Congress of Troppau Revisited, Marian Hochel, Slezka Univerzita, Opava

  • Tue 01 Dec 20 | Colloque
    Sonia Zerbib, Jeu d’influences en gestation au sein de la cité florentine : la mise en place de réseaux d’alliances (1469-1518),
    L’Italie du long Quattrocento Influences, interactions, transformations Première rencontre : le politique, Colloque international, Rome, 30 nov. 1er décembre 2020, Centre Roland Mousnier (UMR 8596) École française de Rome Fonds de la recherche scientifique Institut historique belge de Rome – Academia Belgica, Rome

  • Fri 22 Jan 21 | Journée d'étude

    Between the two European revolutionary waves of 1830 and 1848, the spreading of socio-political violence lead to an increase in the celebration of political victimes and in the flows of political exiles. Both of these practises constituted tools of politicization, within liberal movements built around convergent demands and which took advantage of transnational circulations. While political exile has been a particular moment of reconfiguring political mobilizations abroad, it contributed to the circulation and the consolidation of political victims’ memories, increasingly considered as martyrs. By building images of suffering political beings, such a process takes from the religious area a tool recognized as pedagogically efficient, being able to embody abstract political ideas. The analysis will lean on two societies where such a practice knew a specific increase in the first half of the 19th century, linked with the building of liberal and democratical movements. The Italian States, first of all, generated massive flows of exiles which used to give rise for a relevant victimary literature, such as the Neapolitan Antonio Gallotti, established in France in the early 1830s, or Giuseppe Mazzini who played the role of an intermediary by spreading in Great Britain the memory of recent Italian martyrs, for instance the Bandiera brothers, executed in 1844. Spain, then, saw from the 1810s massive political migrations towards France and Great Britain. If such a process knew a massive decrease after the liberal transition of 1833, it contributed to the outreach of local martyre experiences, such as the executed Malagan liberals of 1831 or the victims of the first student riots in March and May 1848 in Madrid. The Italian and Spanish communities in Marseilles will be the main observatory to study such practices, compared with other ones in France and Great Britain. Leaning on some well-informed cases (police and justice documentation, memorial literature), we aim to enlighten the repertory of celebrations in favor of revolutionary martyrs in the lands of exile, between elaboration of a literary pantheon devoted to consolidate fragmented national or ideological comunities, staging of commemorations abroad and expressions of political brotherhood towards foreign martyrs.


    Pierre-Marie Delpu, The Transnational Community of Revolutionary Martyrs (Southern Europe, 1830-1848),
    Revolutionary Cosmopolitanisms 1815-1848, Camille Creyghton, Maurizio Isabella, University of Utrecht, Utrecht

  • Sat 04 Sep 21 | Colloque

    La relazione intende illustrare l’emersione di una nuova figura politica nel periodo delle rivoluzioni che interessarono una parte degli Stati dell’Europa mediterranea a partire dal 1820. La forte impronta religiosa delle insurrezioni ottocentesche, destinate a richiamare una grande adesione popolare, agevolò la costruzione e la celebrazione di figure laiche, come quelle dei soldati e più in generale dei patrioti che, grazie alle loro virtù morali e attraverso il loro impegno militare e politico al servizio delle rivoluzioni, trasferirono nella società laica la simbologia religiosa legata al culto dei santi. La sovrapposizione della sfera religiosa a quella laica, mediante l’esaltazione delle gesta dei patrioti, non fu una pratica nuova – il periodo rivoluzionario aveva prodotto, in particolare negli Stati preunitari italiani, diversi martiri politici – ma trovò una sua sistematizzazione a partire dai moti del 1820. Oggetto di celebrazione e supporto alle nuove forme di mobilitazione politica, la figura del martire liberale conobbe altre forme di manifestazione che si tenterà di mettere in risalto mettendo a confronto i casi relativi alla Spagna, al Piemonte e al Regno delle Due Sicilie : si tratta di esperienze politiche emblematiche, accomunate dalle medesime modalità rivoluzionarie e dalle strette relazioni tra i protagonisti delle insurrezioni e gli spazi nei quali essi operano ; aspetti, questi ultimi, che sono stati oggetto di ulteriori studi che hanno percepito l’esistenza di una crisi territoriale che aveva dato sfogo alle realtà politiche locali (M. Isabella). Benché oggetto di evocazioni letterarie frequenti, la nozione di martire non è stata ancora chiaramente formalizzata : il termine designa una sorta di comunità della sofferenza al cui interno convergono esperienze diverse che non necessariamente fanno riferimento alla morte del patriota. La prigione e l’esilio, ad esempio, sono due momenti che possono rientrare nella casistica del martirio politico in quanto espressione del sacrificio patriottico : in altri termini nelle rivoluzioni ottocentesche si afferma la figura del « martire vivente » la cui azione, militare e politica, serve a scatenare emozioni capaci di coinvolgere ampie fasce popolari delle società europee. Destinati ad essere ammirati ed imitati dai loro contemporanei, i martiri politici « viventi » diventano attori e strumento di mobilitazione politica.

                Prendendo in considerazione la comunicazione politica dei regimi rivoluzionari, le fonti di polizia, nonché la produzione scritta dei protagonisti delle insurrezioni ottocentesche, l’intervento vuole sottolineare due aspetti paralleli. Da una parte, il culto dei martiri politici ha avuto delle ripercussioni sulla politicizzazione delle masse, sfruttando il vocabolario, la simbologia e le rappresentazioni proprie della sfera religiosa. I regimi liberali che nascono nei tre Stati, analizzati in questo contributo, si sono infatti ampiamente serviti del culto delle vittime politiche di esperienze rivoluzionarie passate (i condannati a morte dopo la rivoluzione napoletana del 1799, le vittime dell’invasione militare francse in Piemonte, i morti della guerra di Spagna del 1808). E le celebrazioni dei personaggi chiave delle insurrezioni ottocentesche si organizzano a partire da iniziative pubbliche o private che mirano ad esaltare non il singolo, tranne nei casi in cui l’attenzione cade sugli eroi rivoluzionari per i quali viene proposto un culto individuale. Il secondo aspetto su cui si rifletterà riguarda i martiri liberali spagnoli ed italiani del 1820 che, per la recente storiografia, diventano il simbolo delle celebrazioni e delle mobilitazioni politiche s
    Pierre-Marie Delpu, I martiri liberali, attori e strumento di propaganda delle rivoluzioni del contromondo liberale (Regno delle Due Sicilie, Spagna, Piemonte 1820-1825),
    1820-1823: revolución, reacción, liberalismo en España, Grecia, Portugal e Italia. Coloquio homenaje a Alberto Gil Novales / 1820-1823: rivoluzione, reazione, liberalismo in Spagna, Grecia, Portogallo e Italia. Convegno omaggio ad Alberto Gil Novales, Alfonso Botti, Marco Cipollani, Werner Daum, Renata De Lorenzo, Gérard Dufour, Emilio La Parra Lopez, Pedro Rujula, Vittorio Scotti Douglas, Turin

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